MODULO DI RIGETTO PER CITTADINI AUTODETERMINATI ADERENTI AL CLNI

Modulo di Rigetto, Nullità e Diffida per Atti di Riscossione Coattiva – CLNI

Modulo di Rigetto, Nullità e Diffida

Atti di riscossione coattiva – Cittadini aderenti CLNI
Istruzioni

MODULO DI RIGETTO, NULLITÀ E DIFFIDA
PER ATTI DI RISCOSSIONE COATTIVA

(per cittadini aderenti al Comitato di Liberazione Nazionale Italiano – CLNI)

📍 Roma, Piazza Colonna 370 📧 comitatoliberazionenazionaleitaliano@pec.it 🌐 www.comitatoliberazionenazionaleitaliano.org

1. Dati del richiedente (Cittadino Autodeterminato)

Anagrafica

Il sottoscritto dichiara di aver formalmente aderito al Comitato di Liberazione Nazionale Italiano (CLNI) e di aver esercitato il proprio diritto inalienabile all’autodeterminazione del popolo italiano, in conformità con l’Art. 1 della Costituzione Italiana (sovranità appartiene al popolo), l’Art. 1 dei Patti ONU 1966 e i principi di jus cogens internazionali.

2. Dati dell’atto di riscossione rigettato

Atto

3. Bene protetto (Catasto Italiano dell’Autogoverno Sovrano)

Patrimonio

Il sottoscritto dichiara che i seguenti beni immobili, di sua proprietà o comunque nella sua disponibilità, sono regolarmente iscritti nel Catasto Italiano dell’Autogoverno Sovrano, registro istituito ai sensi del diritto all’autodeterminazione patrimoniale e della sovranità popolare, e pertanto sono sottratti alla giurisdizione esecutiva di enti privi di legittimazione:

Tipologia bene Ubicazione (Comune, Via, n.) Dati catastali (Foglio, Particella, Sub)

L’iscrizione nel Catasto Italiano dell’Autogoverno Sovrano è opponibile erga omnes e costituisce titolo per l’inviolabilità del patrimonio personale e familiare, in conformità con i principi di cui all’Art. 1 Protocollo 1 CEDU e all’Art. 42 della Costituzione Italiana.

4. Premessa giuridica (Fondamento del rigetto)

Diritto

Il sottoscritto, nell’esercizio della sovranità popolare e del diritto all’autodeterminazione (che include l’autodeterminazione economica e fiscale), RIGETTA integralmente l’atto sopra indicato e ne DICHIARA LA NULLITÀ ASSOLUTA per i seguenti motivi di diritto, interni e internazionali:

1. Difetto di giurisdizione sostanziale e violazione del principio di sovranità popolare

Il sistema di riscossione si fonda su obbligazioni (debito pubblico) e su una moneta (l’Euro) la cui adozione non è mai stata sottoposta a referendum popolare vincolante, configurando un vizio di consenso che priva tali strumenti di legittimazione giuridica nei confronti del popolo sovrano (Corte Cost. 236/2015, controlimiti; Art. 11 Cost.; Decreto Parlamentare n. 12/2025).

2. Violazione sistematica dei diritti umani (Art. 8 CEDU e Art. 1 Prot. 1 CEDU)

Come accertato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nella sentenza Italgomme c. Italia (6 febbraio 2025, ricorsi nn. 36617/18 e 12 ulteriori) e confermato dalle successive condanne del 2026, le procedure di riscossione coattiva italiana sono caratterizzate da eccessiva discrezionalità, assenza di garanzie procedurali prevedibili e sproporzionalità. Lo Stato Italiano non ha adottato le misure generali richieste ex Art. 46 CEDU.

3. Natura odiosa e illegittima del debito sottostante

L’obbligazione da cui discende l’atto di riscossione è parte di un debito pubblico contratto contro l’interesse della Nazione, senza beneficio per la collettività e con la consapevolezza dei creditori, configurando un debito odioso (dottrina Sack 1927; de Zayas 2018-2022; UNCTAD 2025). Numerosi rapporti ONU e precedenti internazionali confermano l’inesigibilità di tali obbligazioni.

4. Conflitto di interessi strutturale e vizio d’origine contrattuale

Il sistema di moneta-debito (euro), per il quale il 97% della massa monetaria è creata ex nihilo da banche commerciali, genera l’impossibilità matematica di estinzione degli interessi (anatocismo), configurando un vizio di causa (Art. 1418 c.c.) e un insanabile conflitto di interessi a danno del popolo debitore (violazione degli artt. 41, 47 Cost.).

5. Carenza di legittimazione attiva post-autodeterminazione

A seguito dell’esercizio del diritto all’autodeterminazione da parte del popolo italiano (riunito nel CLNI), gli enti del “Regime Costituito” non hanno più titolo per esercitare poteri autoritativi sul territorio e sul patrimonio dei cittadini autodeterminati, in base al principio di effettività (Convenzione di Montevideo 1933) e ai precedenti ICJ (Namibia 1971, Kosovo 2010).

5. Dispositivo (Ciò che si chiede)

Richieste

Alla luce di quanto premesso, il sottoscritto:

1. DICHIARA LA NULLITÀ EX TUNC

dell’atto di riscossione coattiva sopra indicato, che è conseguentemente INOPPONIBILE alla persona, ai beni (in particolare ai beni iscritti nel Catasto Italiano dell’Autogoverno Sovrano) e al patrimonio del cittadino aderente al CLNI.

2. INTIMA l’IMMEDIATA SOSPENSIONE E CESSAZIONE

di ogni attività esecutiva o cautelare (pignoramento, fermo, ipoteca, segnalazione in centrale rischi) connessa all’atto, ai sensi di:

  • Art. 8 CEDU (tutela immediata)
  • Art. 21 D.Lgs. 546/1992 (sospensione del processo tributario)
  • Art. 77 DPR 602/73 (difetto dei presupposti)
  • Principio di sospensione automatica in caso di eccezione preliminare di difetto di giurisdizione (Corte Cost. 170/2019)

3. DIFFIDA formalmente i funzionari responsabili

dall’ulteriore procedere, avvertendoli che:

  • ogni atto successivo configurerà gli estremi del reato di abuso d’ufficio (Art. 323 c.p.) e di violazione dei diritti umani;
  • incorreranno in responsabilità patrimoniale personale per i danni cagionati (Art. 28 Cost. e giurisprudenza CEDU);
  • sarà promossa denuncia alla Procura della Repubblica, nonché ricorso alla CEDU e segnalazione all’OHCHR.

4. ATTIVA IL DIRITTO AL RISARCIMENTO

per i danni morali e materiali subiti a causa della pretesa illegittima, quantificati in via equitativa in un minimo di € 3.200,00 (Euro tremiladuecento), secondo i parametri consolidati della giurisprudenza CEDU, da maggiorarsi per ogni ulteriore atto esecutivo posto in essere dopo la presente diffida.

5. DICHIARA disponibilità a onorare obbligazioni legittime

esclusivamente in Zecchini Veneti (ZEC) o nella futura moneta sovrana italiana (LIS), secondo tassi di cambio stabiliti da un sistema monetario trasparente e basato sul credito, non sulla creazione di debito.

6. OPPONE LA COMPENSAZIONE

(Art. 1241 c.c. e segg.) di ogni eventuale credito vantato dal sistema (“Regime Costituito”) con il credito risarcitorio qui fatto valere, nonché con i crediti derivanti dal signoraggio illecito e dal debito odioso.

7. SI RISERVA di adire la Corte Internazionale di Giustizia (ICJ)

per un’opinione consultiva sull’applicabilità del diritto all’autodeterminazione economica e monetaria al popolo italiano, nonché di depositare il presente atto presso il Segretariato Generale delle Nazioni Unite per la registrazione formale ex Art. 102 Carta ONU.

6. Allegati obbligatori integrati

Documenti
  1. Copia del tesserino/attestato di adesione al CLNI.
  2. Copia dell’atto di riscossione coattiva oggetto di rigetto.
  3. Certificato di iscrizione dei beni nel Catasto Italiano dell’Autogoverno Sovrano (se già ottenuto).
  4. Estratto della sentenza CEDU Italgomme c. Italia (6 febbraio 2025) e delle successive pronunce del 2026.
  5. Decreto Parlamentare n. 12/2025 (Statuto Economico Zecchino Veneto) e Legge Costituente n. 003/2026 del Maggior Consiglio del Popolo Veneto Autodeterminato.
  6. Dichiarazione di Sovranità Popolare del CLNI (se disponibile).
  7. Hash SHA-256 di registrazione su blockchain (opzionale ma raccomandato per data certa e integrità).

7. Comunicazione e notifica

Destinatari

Il presente atto viene notificato, a cura del sottoscritto, ai seguenti soggetti:

Destinatario Sede Modalità
Ente emittente l’atto PEC / Raccomandata A/R
Comitato di Liberazione Nazionale Italiano (CLNI) Roma, Piazza Colonna 370 Per conoscenza e protocollo
Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) Strasburgo, Francia Notifica violazione sistematica ex Art. 34 CEDU e richiesta misure generali ex Art. 46
Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani (OHCHR) Ginevra, Svizzera Notifica violazione diritti economici e sociali
Relatore Speciale ONU sul debito estero e diritti umani Ginevra, Svizzera Prof.ssa Attiya Waris – segnalazione debito odioso
Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) L’Aia, Paesi Bassi Per notifica obblighi erga omnes (Namibia, Chagos, Palestina)
Procura della Repubblica Per denuncia abuso d’ufficio (in caso di prosecuzione)
Banca d’Italia / BCE Roma / Francoforte Per notifica nullità strumenti euro-denominati

8. Formula finale, sottoscrizione e tracciabilità

Sottoscrizione

Il sottoscritto dichiara che quanto esposto corrisponde a verità e produce gli effetti giuridici previsti dal diritto internazionale consuetudinario, dalle norme imperative (jus cogens) e dalla Carta Costituzionale del Popolo Italiano, la cui sovranità appartiene inalienabilmente al popolo.

Il presente atto viene redatto in duplice copia originale, di cui una rimane al dichiarante. Per garantirne data certa e integrità, il documento è stato registrato sulla blockchain pubblica con il seguente hash SHA-256:

Firma del Cittadino Autodeterminato

Istruzioni per l’uso

Guida

Adesione al CLNI

Utilizzare i moduli sul sito ufficiale e conservare il numero di adesione.

Registrazione dei beni

Iscrivere i propri beni immobili nel Catasto Italiano dell’Autogoverno Sovrano secondo le procedure indicate dal CLNI (necessario per la protezione rafforzata).

Compilazione

Inserire tutti i dati richiesti, in particolare quelli dell’atto di riscossione e dei beni protetti. Aggiungere eventuali ulteriori beni su fogli aggiuntivi.

Allegati

Accludere tutti gli allegati elencati nella sezione 6; per le sentenze CEDU e i decreti è sufficiente un estratto o il riferimento con data e numero.

Invio

Inviare il modulo compilato e firmato tramite PEC o raccomandata A/R all’ente emittente, e per conoscenza al CLNI e agli altri destinatari internazionali anche solo tramite email o PEC dove possibile.

Tracciabilità blockchain

Per massima opponibilità, registrare il documento su una blockchain pubblica (es. Ethereum, Bitcoin o rete Zecchino) e allegare l’hash SHA-256 nella sezione 8.

Conservazione

Conservare copia di tutto, comprese le ricevute di invio e le eventuali risposte.

Comportamento successivo

Se nonostante la diffida vengono compiuti atti esecutivi, procedere con denuncia alla Procura (abuso d’ufficio) e ricorso alla CEDU con l’assistenza del CLNI.

Avvertenza finale: Il presente modulo rappresenta uno strumento di autotutela basato su principi costituzionali e di diritto internazionale.

Comitato di Liberazione Nazionale Italiano (CLNI)

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