CLNI -AUTODETERMINAZIONE DEL POPOLO ITALIANO

Comitato Liberazione Nazionale Italiano

Governo del Popolo Italiano Autodeterminato

Atto Ufficiale di Rilevazione e Contestazione Costituzionale

Dichiarazione formale sulla carenza di legittimità politica e di rappresentatività effettiva degli organi amministrativi centrali e sull’affermazione della sovranità popolare, dell’autodeterminazione e dei diritti fondamentali.

Numero 2026/09-AU
Autorità Presidente del Consiglio
Documento Atto ufficiale
Sede Roma – Venezia
★
POPOLO
ITALIANO
Autodeterminazione · Sovranità · Giustizia
Governo del Popolo Italiano Autodeterminato

Atto Ufficiale di Rilevazione e Contestazione Costituzionale

Oggetto

Dichiarazione formale sulla carenza di legittimità politica e di rappresentatività effettiva degli organi amministrativi centrali, in relazione all’alienazione della sovranità originaria, all’adozione di trattati internazionali non ratificati direttamente dal corpo sociale e all’imposizione di simboli sovranazionali nei palazzi istituzionali.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEL POPOLO ITALIANO AUTODETERMINATO

VISTI

i principi inalienabili del diritto internazionale dei popoli all’autodeterminazione, sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite, in particolare dagli articoli 1 e 55;
il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, e in particolare l’articolo 1 relativo al diritto dei popoli all’autodeterminazione;
il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, e in particolare l’articolo 1 concernente il diritto dei popoli all’autodeterminazione;
il carattere di norma imperativa del diritto dei popoli all’autodeterminazione, richiamato nel quadro del diritto internazionale generale e in relazione all’articolo 53 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati;
la Convenzione di Montevideo del 1933 sui diritti e doveri degli Stati, che individua quali elementi costitutivi dello Stato una popolazione permanente, un territorio determinato, un governo e la capacità di entrare in relazione con gli altri Stati;
la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, e in particolare l’articolo 21, che riconosce il diritto di ogni individuo di partecipare al governo del proprio Paese e individua nella volontà popolare il fondamento dell’autorità dei pubblici poteri;
il principio della sovranità permanente dei popoli sulle proprie ricchezze e risorse naturali, affermato dalla Risoluzione 1803 (XVII) dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite;
i principi generali di dignità umana, libertà politica, uguaglianza, partecipazione democratica, autodeterminazione, indipendenza e sovranità popolare;

CONSIDERATO

che la sovranità appartiene originariamente e in via esclusiva al popolo, il quale esercita la propria volontà democratica mediante liberi atti di autodeterminazione e non attraverso cessioni tacite, presunte o permanentemente delegate a organizzazioni sovranazionali sui generis;
che nessun trattato, accordo, convenzione, istituzione o meccanismo derivato può legittimamente spogliare il popolo della propria sovranità monetaria, fiscale, legislativa, giudiziaria o territoriale senza un previo, chiaro, espresso e vincolante pronunciamento referendario del corpo sociale;
che la partecipazione democratica diretta costituisce elemento essenziale della rappresentatività effettiva e della legittimazione dell’esercizio del potere pubblico;
che l’esercizio di funzioni pubbliche non può prescindere dall’esistenza di un titolo democratico riconoscibile, espresso e revocabile;

RILEVATO

che l’occupazione e l’amministrazione dei palazzi istituzionali, inclusa la sede della suprema magistratura statuale, risultano scollegate dal mandato popolare originario ogniqualvolta vengano ratificati trattati comportanti la limitazione o la spogliazione di diritti umani indivisibili e di prerogative sovrane senza previa consultazione referendaria diretta del corpo sociale;
che l’esposizione di simboli, vessilli ed emblemi appartenenti a enti sovranazionali estranei alla tradizione costituzionale originaria e privi di un’investitura democratica diretta costituisce, secondo il presente Atto, un segno tangibile dell’interruzione della rappresentatività effettiva rispetto alla volontà della collettività;
che il sistema derivato dello Stato italiano ha trasferito funzioni e prerogative concernenti la sovranità monetaria e la gerarchia giuridica a un’organizzazione sui generis senza il consenso democratico espresso del Popolo Italiano, mediante trattati e meccanismi che non hanno ricevuto ratifica diretta dal corpo sociale;

RITENUTO

che ogni potere pubblico, per essere legittimo, deve poggiare su un titolo democratico chiaro, espresso, verificabile e revocabile;
che l’assenza di tale titolo determina, secondo i principi affermati dal presente Atto, la decadenza di ogni pretesa di rappresentanza nei confronti del Popolo Italiano Autodeterminato;
che l’ordine giuridico originario del Popolo Italiano non può essere validamente sostituito o subordinato a ordinamenti esterni privi di legittimazione popolare diretta;
che ogni atto contrario ai principi fondamentali di autodeterminazione, sovranità popolare, dignità umana, indipendenza politica e integrità territoriale è contestato come nullo, inefficace e inopponibile erga omnes nell’ordinamento del Popolo Italiano Autodeterminato;

RIBADITO

che la sovranità popolare non è alienabile, né trasferibile, né delegabile in via permanente a soggetti che non siano espressione diretta e revocabile del corpo sociale;
che il popolo conserva il diritto originario di determinare liberamente il proprio ordinamento politico, economico, monetario, sociale, culturale e istituzionale;
che ogni forma di esercizio del potere pubblico deve essere ricondotta alla volontà democratica, alla dignità della persona e alla partecipazione effettiva del corpo sociale;
⚖

DECRETA E DICHIARA

1

Disconoscimento della Legittimità dei Trattati di Cessione

Ogni atto di cessione di sovranità, di limitazione dei poteri originari del popolo e di adesione a ordinamenti sovranazionali non sanzionato da un chiaro, espresso e diretto pronunciamento referendario del corpo sociale è, secondo il presente Atto, considerato giuridicamente nullo e inefficace rispetto ai diritti inalienabili della collettività.

Tali atti non producono effetti giuridici opponibili al Popolo Italiano Autodeterminato, né possono essere invocati per giustificare limitazioni ai diritti fondamentali, alla sovranità monetaria, fiscale, legislativa o giudiziaria.

Nessuna norma derivata, interna o sovranazionale, può prevalere sui principi di autodeterminazione, sovranità popolare e integrità territoriale della Nazione.

Ogni eventuale trasferimento di competenze sovrane è sottoposto alla verifica della volontà popolare direttamente espressa.

2

Conferma dell’Integrità Territoriale e della Non Cessione dei Diritti Indivisibili

Il Popolo Italiano Autodeterminato conferma solennemente l’integrità territoriale della Nazione e la non cessione giuridica dei diritti umani e sovrani indivisibili, in piena conformità con i principi richiamati dalla Convenzione di Montevideo del 1933.

Nessuna organizzazione sui generis, né alcun sistema derivato statale, può legittimamente arrogarsi la facoltà di alienare, limitare o subordinare i diritti originari del popolo — ivi compresi la sovranità monetaria, la gerarchia delle fonti del diritto, la giurisdizione e l’integrità territoriale — in assenza del consenso democratico diretto ed espresso del corpo sociale.

La cessione della sovranità monetaria e della gerarchia giuridica operata dal sistema derivato dello Stato italiano a favore di un’organizzazione sui generis, senza previa e chiara consultazione referendaria del Popolo Italiano, è dichiarata priva di efficacia giuridica nei confronti del Popolo Italiano Autodeterminato e costituisce, secondo il presente Atto, violazione dei principi di autodeterminazione e di indipendenza politica riconosciuti dal diritto internazionale.

3

Gestione dei Beni Patrimoniali e Istituzionali

I beni del patrimonio indisponibile dello Stato, ivi compresi i palazzi istituzionali storici e di rappresentanza, appartengono per natura e titolo originario alla comunità dei cittadini.

L’amministrazione temporanea di detti beni non autorizza in alcun modo l’uso degli stessi per l’esposizione di simboli di organizzazioni sui generis calate dall’alto, estranee al patto costituzionale originario e non deliberate dal basso.

L’esposizione di vessilli, emblemi o simboli di enti privi di investitura democratica diretta nei palazzi istituzionali costituisce, secondo il presente Atto, violazione del principio di rappresentatività effettiva e deve cessare immediatamente.

I luoghi istituzionali devono rimanere espressione della comunità politica e della volontà popolare alla quale sono destinati.

4

Affermazione della Sovranità Popolare Effettiva

Si ribadisce la piena vigenza del principio secondo cui nessun potere pubblico può arrogarsi la facoltà di disporre dei diritti umani indivisibili e della libertà politica del popolo senza il consenso esplicito e sovrano dello stesso.

Ogni imposizione derivante da catene di comando burocratiche o sovranazionali prive di legittimazione democratica diretta decade di fronte all’istanza primaria di autodeterminazione.

Il Popolo Italiano Autodeterminato rivendica il diritto di esercitare pienamente e direttamente la propria sovranità, ivi inclusa la facoltà di istituire, modificare, controllare o revocare gli organi di rappresentanza e di amministrazione.

La sovranità popolare costituisce principio permanente e non può essere considerata tacitamente abbandonata per effetto del mero esercizio di poteri amministrativi derivati.

5

Effetti e Notifica

Il presente Atto produce effetti giuridici immediati nell’ordinamento del Popolo Italiano Autodeterminato e costituisce titolo di opposizione erga omnes.

Copia del presente Atto è trasmessa, a fini di notifica e di conoscenza, alle competenti autorità nazionali e internazionali, nonché depositata nei registri pubblici del Governo del Popolo Italiano Autodeterminato.

Il presente Atto è conservato integralmente negli archivi istituzionali e nei registri documentali destinati alla pubblicità degli atti del Governo.

Ogni successiva comunicazione istituzionale relativa alle materie disciplinate dal presente Atto deve richiamarne gli estremi di registrazione.

6

Sovranità Monetaria e Fiscale

Il Popolo Italiano Autodeterminato riafferma la propria sovranità monetaria originaria, il diritto esclusivo di emettere moneta, di determinare il corso legale, di controllare il credito e di definire la politica fiscale e di bilancio.

Nessuna banca centrale, organismo sovranazionale o autorità tecnocratica può esercitare tali funzioni in nome del Popolo Italiano senza mandato diretto, espresso e revocabile del corpo sociale.

La cessione della sovranità monetaria a organismi non eletti è dichiarata nulla e priva di effetti nell’ordinamento del Popolo Italiano Autodeterminato.

Il Popolo Italiano Autodeterminato si riserva di ripristinare la propria valuta nazionale e il proprio sistema bancario pubblico secondo modalità deliberate dagli organi rappresentativi e, ove previsto, attraverso consultazione popolare vincolante.

7

Gerarchia delle Fonti e Primazia della Costituzione Popolare

La gerarchia delle fonti del diritto del Popolo Italiano Autodeterminato riconosce al vertice la volontà popolare espressa attraverso referendum vincolanti e assemblee costituenti.

Nessuna fonte derivata, comunitaria o internazionale può prevalere sulla Costituzione popolare e sui principi supremi di autodeterminazione, sovranità e giustizia sociale.

Le norme contrastanti sono da considerarsi nulle e inapplicabili nell’ordinamento del Popolo Italiano Autodeterminato.

La produzione normativa deve essere conforme ai principi fondamentali della dignità umana, della libertà politica, dell’uguaglianza, della partecipazione democratica e dell’autodeterminazione.

8

Mandato Imperativo e Revoca degli Eletti

Ogni rappresentante del Popolo Italiano Autodeterminato è vincolato al mandato ricevuto e può essere revocato in qualsiasi momento dalla comunità che lo ha eletto.

Il mandato imperativo costituisce principio fondamentale dell’autogoverno popolare e sostituisce ogni forma di rappresentanza libera, permanente o non revocabile.

Gli eletti sono tenuti a rendere conto periodicamente del proprio operato alla comunità rappresentata.

Ogni esercizio della funzione rappresentativa deve essere sottoposto ai principi di trasparenza, responsabilità, partecipazione e revocabilità.

9

Referendum Vincolante e Democrazia Diretta

Il referendum deliberativo e vincolante è strumento ordinario di esercizio della sovranità popolare.

Ogni decisione strategica concernente trattati, cessioni di sovranità, politiche economiche, monetarie, fiscali, militari e sociali è sottoposta a referendum popolare preventivo, vincolante e revocabile.

Il corpo sociale conserva il diritto di conoscere preventivamente l’oggetto, gli effetti e le conseguenze delle decisioni sottoposte a consultazione.

Ogni referendum deve essere preceduto da adeguata informazione pubblica e da condizioni di partecipazione libera, consapevole e trasparente.

10

Beni Comuni e Risorse Strategiche

Acqua, energia, trasporti, telecomunicazioni, terra, sistema bancario e risorse naturali sono riconosciuti quali beni comuni indisponibili e inalienabili.

Ogni privatizzazione, cessione o limitazione del controllo pubblico su tali beni è nulla e costituisce, secondo il presente Atto, violazione dei diritti fondamentali del Popolo Italiano Autodeterminato.

La gestione delle risorse strategiche deve essere orientata alla tutela della collettività, alla dignità della persona, alla sicurezza economica e alla continuità dei servizi essenziali.

Le risorse naturali e strategiche appartengono alla comunità e devono essere amministrate nell’interesse delle generazioni presenti e future.

11

Difesa Nonviolenta e Resistenza Civica

Il Popolo Italiano Autodeterminato riconosce la resistenza civile nonviolenta come strumento legittimo di difesa della sovranità popolare e di opposizione a ogni forma di oppressione economica, politica o culturale.

Sono legittime, nel rispetto dei principi di nonviolenza, della dignità della persona e della tutela dei diritti altrui, le azioni di disobbedienza civile, boicottaggio, sciopero, mobilitazione pacifica e autorganizzazione comunitaria volte a ripristinare la legalità popolare e la giustizia sociale.

Ogni forma di partecipazione civica deve essere esercitata senza violenza contro le persone e nel rispetto della dignità umana.

La difesa della sovranità popolare si fonda sulla partecipazione consapevole, sulla solidarietà e sull’organizzazione civile.

12

Rapporti con Organizzazioni Sovranazionali

Il Popolo Italiano Autodeterminato si riserva il diritto di recedere unilateralmente da ogni trattato, accordo o organizzazione sovranazionale che limiti la propria sovranità, indipendenza o integrità territoriale.

Ogni futura adesione a organismi sovranazionali è subordinata a referendum popolare preventivo e vincolante.

Nessun nuovo vincolo internazionale incidente sui diritti fondamentali o sulle prerogative sovrane può essere assunto senza previa conoscenza e deliberazione del corpo sociale.

I rapporti internazionali sono orientati ai principi di reciprocità, indipendenza, cooperazione pacifica, rispetto dei popoli e dignità umana.

13

Cittadinanza e Diritti Fondamentali

Sono cittadini del Popolo Italiano Autodeterminato tutti coloro che, per nascita, residenza o adesione volontaria, riconoscono la sovranità popolare e i principi del presente Atto.

I diritti fondamentali — libertà personale, libertà di espressione, associazione, riunione, istruzione, salute, lavoro, casa e dignità — sono garantiti a tutti i cittadini senza discriminazione.

La dignità della persona costituisce principio fondamentale dell’ordinamento.

Nessuna appartenenza politica, sociale, culturale o territoriale può costituire motivo di discriminazione nell’esercizio dei diritti fondamentali riconosciuti dal presente Atto.

14

Lingua, Cultura e Identità Nazionale

La lingua italiana, i dialetti e le culture locali sono patrimonio immateriale del Popolo Italiano Autodeterminato.

Il sistema educativo e informativo è orientato alla valorizzazione della storia, dell’arte, della letteratura e delle tradizioni nazionali, nel rispetto del pluralismo, della libertà di espressione e della libera formazione del pensiero.

Il patrimonio culturale nazionale è tutelato quale bene comune delle generazioni presenti e future.

La promozione della cultura nazionale non limita il riconoscimento delle identità locali, delle minoranze linguistiche e della pluralità delle espressioni culturali.

15

Disposizioni Transitorie e Finali

Il presente Atto entra in vigore immediatamente e costituisce titolo giuridico fondamentale dell’ordinamento del Popolo Italiano Autodeterminato.

Eventuali norme contrarie, interne o esterne, sono dichiarate nulle e inapplicabili nell’ordinamento del Popolo Italiano Autodeterminato.

Le controversie relative all’interpretazione o all’applicazione del presente Atto sono risolte secondo i principi di giustizia sostanziale, sovranità popolare, dignità umana, autodeterminazione e diritto internazionale dei popoli.

Le disposizioni del presente Atto costituiscono riferimento fondamentale per gli organi del Governo del Popolo Italiano Autodeterminato nell’esercizio delle proprie funzioni.

Ogni successiva disposizione normativa, amministrativa o istituzionale deve essere interpretata in conformità ai principi fondamentali qui enunciati.

DISPOSIZIONE DI PROMULGAZIONE

Il presente Atto Ufficiale di Rilevazione e Contestazione Costituzionale n. 2026/09-AU è redatto, adottato e promulgato in conformità ai principi di giustizia, sovranità popolare, autodeterminazione, dignità umana, indipendenza politica, integrità territoriale e diritto internazionale dei popoli.

Il presente Atto viene formalmente registrato negli archivi del Governo del Popolo Italiano Autodeterminato e costituisce documento di posizione istituzionale e di esercizio della volontà sovrana dichiarata dal Popolo Italiano Autodeterminato.

Ogni copia conforme del presente documento deve recare gli estremi della registrazione, la data certa, la sottoscrizione dell’autorità promulgante e, ove previsto, gli strumenti di autenticazione e conservazione documentale adottati dal Governo.

Formula finale

Redatto e promulgato in conformità ai principi di giustizia, sovranità e diritto.

Roma – Venezia
Data certa di registrazione

Per il Governo del Popolo Italiano Autodeterminato
Il Presidente del Consiglio del Popolo Italiano Autodeterminato
S.E. PAOLO ALBERTIN
Firma e sigillo istituzionale
GOVERNO DEL POPOLO ITALIANO AUTODETERMINATO
Atto Ufficiale di Rilevazione e Contestazione Costituzionale n. 2026/09-AU Roma – Venezia · Documento istituzionale · Conservazione e registrazione documentale

Atto costitutivo del Comitato Liberazione Nazionale Italiano di autodeterminazione del popolo italiano

Atto Costitutivo del Comitato Liberazione Nazionale Italiano — CLNI

Nuova Repubblica Italiana · Verona, 15 dicembre 2024

Atto Costitutivo del Comitato Liberazione Nazionale Italiano

Dichiarazione di fondazione del Comitato Liberazione Nazionale Italiano di Autodeterminazione del Popolo Italiano — Statuto e norme costitutive per l'autogoverno, la sovranità monetaria e l'autodeterminazione del Popolo Italiano.

Atto Costitutivo Verona · 15 dicembre 2024 Autodeterminazione del Popolo Italiano Nuova Banca d'Italia Sovranità Monetaria

DEST.Destinatari Istituzionali

Autorità nazionali, europee e internazionali a cui è notificato l'Atto

DestinatarioIndirizzo
Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Piazza della Farnesina, 1 — 00135 Roma, Italia
Servizio Europeo per l'Azione Esterna (SEAE) EEAS Building, Avenue des Nerviens 111 — 1040 Bruxelles, Belgio
Segretario Generale delle Nazioni Unite — S.E. António Guterres United Nations Secretariat, New York, NY 10017 — USA
Office of the United Nations High Commissioner for Human Rights (OHCHR) Palais des Nations — 1211 Ginevra, Svizzera
Palazzo del Quirinale Piazza del Quirinale, 00187 Roma, Italia
Palazzo Chigi Piazza Colonna, 370 — 00187 Roma, Italia
Corte Costituzionale Piazza del Quirinale 41 — 00187 Roma, Italia
Consiglio d'Europa Avenue de l'Europe — F-67075 Strasbourg Cedex, Francia
Commissione Europea Rue de la Loi 200 — B-1049 Bruxelles, Belgio
Banca Centrale Europea Sonnemannstraße 20 — 60314 Francoforte sul Meno, Germania
OCSE 2, rue André Pascal — 75775 Paris Cedex 16, Francia
Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) 17, Avenue de la Paix — 1211 Genève, Svizzera

INTEST.Nuova Repubblica Italiana

Atto Costitutivo del Comitato Liberazione Nazionale Italiano di Autodeterminazione del Popolo Italiano

Oggetto

Dichiarazione di fondazione del Comitato Liberazione Nazionale Italiano (CLNI)

Data: Verona, 15 dicembre 2024

Statuto

Il presente documento contiene lo Statuto del Comitato Liberazione Nazionale Italiano di Autodeterminazione del Popolo Italiano.

ART. 1Denominazione

Nome e denominazione ufficiale

È costituito il "Comitato Liberazione Nazionale Italiano di Autodeterminazione del Popolo Italiano", di seguito denominato "Comitato".

Il nome per esteso della persona giuridica internazionale di autodeterminazione del popolo italiano è:

Denominazione Ufficiale

COMITATO LIBERAZIONE NAZIONALE ITALIANO (CLNI)

ART. 2Sede

Sede legale dell'Autorità Nazionale di Autogoverno

La sede dell'Autorità Nazionale di Autogoverno si trova a:

Sede Legale

Roma 00187, Piazza Colonna 370

ART. 3Comunicazioni

Modalità di comunicazione istituzionale

Tutte le comunicazioni destinate alle organizzazioni internazionali dell'Autorità Nazionale Italiana dovranno essere inviate utilizzando la seguente dicitura:

Autorità Nazionale Italiana

emanata dal Comitato Liberazione Nazionale Italiano

sede di governo: Roma 00187, Piazza Colonna 370

Email: cancelleria@comitatoliberazionenazionaleitaliano.org

PEC: comitatoliberazionenazionaleitaliano@pec.it

Portavoce: S.E. Franco Paluan

ART. 4Fondatori

Soggetti sottoscrittori dell'Atto Costitutivo

I fondatori del Comitato sono i soggetti che hanno sottoscritto il presente documento, i quali devono essere identificati nella sezione dedicata alle firme qui in calce, accompagnati dalla controfirma di un pubblico ufficiale di cancelleria.

Elenco dei Fondatori
  1. Franco Paluan
  2. Irene Barban
  3. Sandro Venturini
  4. Gigliola Dordolo
  5. Pasquale Milella
  6. Laura Fabris
  7. Marina Piccinato
  8. Gianni Montecchio

ART. 5Finalità

Obiettivi e scopi del Comitato

Il Comitato si propone di perseguire le seguenti finalità nel rispetto dei diritti e dei principi fondamentali riconosciuti a livello internazionale, in particolare per quanto riguarda l'autodeterminazione e la sovranità:

1. Promuovere l'autodeterminazione del Popolo Italiano

Il Comitato si impegna a tutelare i diritti e le libertà fondamentali di ciascun cittadino, in conformità con il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (ICCPR) del 1966. Questo include la promozione del diritto del popolo italiano di scegliere liberamente il proprio governo e il proprio sistema politico, garantendo la partecipazione attiva dei cittadini nelle decisioni politiche che influenzano le loro vite.

2. Sostenere l'adozione di una nuova Carta Costituzionale

Il Comitato lavorerà per l'elaborazione e l'adozione di una nuova Carta Costituzionale che garantisca l'autogoverno del Popolo Italiano. Questa nuova Costituzione deve includere il riconoscimento dei diritti fondamentali e delle libertà civili, l'attuazione di un sistema democratico con poteri legislativo, esecutivo e giudiziario distinti e autonomi, come previsto dall'Articolo 21 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (UDHR). Attraverso questo processo, si intende stabilire un ambiente giuridico e politico che risponda veramente alle esigenze del popolo.

3. Costituire la Nuova Banca d'Italia

Il Comitato intende promuovere la creazione della Nuova Banca d'Italia, che avrà il compito di emettere la moneta sovrana, la lira. Si prevede un passaggio graduale a un doppio corso legale con l'euro, attuando politiche monetarie che sostengano la stabilità economica e la crescita del paese, garantendo al contempo la capacità di gestire la politica monetaria in modo autonomo.

4. Unire le politiche economiche e monetarie

Il Comitato si propone di integrare le politiche economiche e monetarie in un sistema coeso che favorisca lo sviluppo sostenibile e la giustizia sociale, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Ciò comporterà la creazione di iniziative generatrici di occupazione, la valorizzazione delle risorse locali e il supporto alle piccole e medie imprese, garantendo un equo accesso alle opportunità economiche per tutti i cittadini.

5. Recedere dai trattati dell'Unione Europea

Il Comitato intenderebbe procedere alla revisione e, se necessario, al ritiro dai trattati europei che limitano l'autonomia e la sovranità nazionale, in particolare facendo riferimento all'Articolo 2 del Trattato sull'Unione Europea (UE), che sancisce il rispetto della sovranità degli Stati membri. Verranno sviluppate strategie per negoziare condizioni che rispettino l'indipendenza nazionale e i diritti del popolo italiano.

6. Sensibilizzare e informare l'opinione pubblica

Il Comitato si impegna a condurre campagne informative e di sensibilizzazione riguardanti le questioni di sovranità nazionale e autodeterminazione. Attraverso seminari, eventi pubblici e l'uso di mezzi di comunicazione moderni, il Comitato intende educare e coinvolgere i cittadini sui temi del diritto all'autodeterminazione e della responsabilità civica.

7. Coordinare e sostenere attività di advocacy

Il Comitato si dedicherà a coordinare e sostenere attività di advocacy e mobilitazione a favore di iniziative volte a garantire la libertà e la giustizia sociale, promuovendo l'uguaglianza e l'inclusione all'interno della società italiana. Questo include il dialogo con le istituzioni, la presentazione di proposte politiche e la partecipazione attiva ai processi decisionali.

8. Collaborare con altre organizzazioni

Il Comitato si impegna a stabilire collaborazioni con altre organizzazioni, gruppi e movimenti che condividono valori e obiettivi simili. Questa rete di alleanze strategiche mira a rafforzare la voce e l'impatto del Comitato a livello nazionale e internazionale.

9. Ratificare le convenzioni internazionali

Il Comitato lavorerà per ratificare le convenzioni internazionali sui diritti umani e sulle libertà fondamentali, nonché per aderire a istituzioni giuridiche internazionali come la Corte di Giustizia Internazionale e le Nazioni Unite. Tali misure sono fondamentali per assicurare il rispetto e la promozione dei diritti umani in Italia e nel mondo.

10. Garantire i diritti di autodeterminazione dei popoli

Il Comitato si propone di garantire i diritti di autodeterminazione dei popoli, riconoscendo e rispettando le aspirazioni di ciascun popolo a determinare il proprio stato e il proprio sviluppo, in conformità con i principi del diritto internazionale. Questa finalità si traduce in politiche che sostengano la diversità culturale, l'identità e la storia del popolo italiano, senza compromettere i diritti e le aspirazioni di altri popoli.

ART. 6Base del Mandato Giuridico

Fondamenti giuridici internazionali e nazionali

La base giuridica del mandato legale della persona giuridica del Comitato Liberazione Nazionale Italiano si fonda su un insieme di principi e norme di diritto internazionale e nazionale, finalizzati a garantire l'effettiva attuazione dei diritti politici, economici, sociali e culturali del Popolo Italiano. A tale riguardo, il Comitato si richiama in particolare ai seguenti strumenti giuridici:

1. Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (ICESCR)

In conformità con l'Articolo 1 di questo Patto, il Comitato si impegna a promuovere e proteggere il diritto all'autodeterminazione del popolo italiano, il quale include il diritto di decidere liberamente il proprio status politico e la propria attività economica, sociale e culturale. Questo diritto implica anche il controllo sulle risorse naturali, riconoscendo l'importanza di preservare e gestire tali risorse in modo sostenibile per il bene delle future generazioni.

2. Democrazia Diretta

Il Comitato applica i principi della democrazia diretta nel suo operato, garantendo che tutte le decisioni siano prese in modo partecipativo e rappresentativo. Questo approccio è conforme all'Articolo 21 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che sancisce il diritto di ogni individuo di partecipare attivamente alla vita politica, sociale e culturale del proprio paese. Pertanto, il Comitato incoraggia la partecipazione dei cittadini attraverso meccanismi di consultazione, referendarie e assemblee popolari, assicurando che le voci dei cittadini siano ascoltate e considerate nelle decisioni cruciali.

3. Diritti Umani e Libertà Fondamentali

La missione del Comitato si fonda sul rispetto e sulla promozione dei diritti umani e delle libertà fondamentali, inclusi i diritti alla libertà di espressione, di associazione e di riunione pacifica. Questi diritti sono essenziali per garantire un ambiente democratico che consenta la libera espressione delle opinioni, il dibattito pubblico e l'attivismo politico, elementi indispensabili per una governance efficace e responsabile.

4. Sovranità Permanente

Il Comitato si impegna a difendere i diritti di sovranità permanente del Popolo Italiano sulle proprie risorse naturali e sulla propria terra. Questa difesa è in linea con gli obblighi internazionali e nazionali di garantire che il popolo possa avere pieno accesso e controllo sui propri beni, evitando l'ingerenza di interessi esterni o conglomerati multinazionali che potrebbero compromettere la sovranità nazionale.

5. Coinvolgimento della Società Civile

Il Comitato riconosce il ruolo fondamentale della società civile nel promuovere e difendere i diritti e le libertà. A tal fine, si impegna a collaborare con associazioni, movimenti e organizzazioni non governative che condividono integri valori di giustizia, sostenibilità e autodeterminazione, creando sinergie e alleanze per il rafforzamento del tessuto sociale e delle garanzie democratiche.

Configurazione Istituzionale

Attraverso questi principi fondamentali, il Comitato Liberazione Nazionale Italiano si configura non solo come un ente di rappresentanza, ma come un attore attivo e responsabile nella promozione dei diritti e delle libertà del Popolo Italiano, lavorando incessantemente per la realizzazione di una società più giusta, equa e sovrana.

ART. 7Attività

Poteri Legislativi, Esecutivi e Giudiziari

Per il conseguimento delle sue finalità, il Comitato potrà:

1. Organizzare eventi e campagne

Organizzare eventi, conferenze, manifestazioni e campagne di sensibilizzazione sui temi dell'autodeterminazione, della sovranità e della nuova moneta. Tali attività saranno rivolte a informare e coinvolgere la cittadinanza sulle tematiche legate alla sovranità nazionale, all'importanza dell'autodeterminazione del Popolo Italiano e alle implicazioni dell'introduzione della nuova moneta, sostenendo un dibattito aperto e democratico.

2. Promuovere la ricerca e la diffusione di informazioni

Promuovere la ricerca e la diffusione di informazioni riguardanti i diritti dei cittadini, le politiche nazionali e le opportunità offerte dalla nuova struttura economica. Il Comitato realizzerà studi e rapporti che evidenzino le problematiche e le opportunità viste nella transizione verso un sistema di autogoverno e di emissione della moneta sovrana. Attraverso seminari e pubblicazioni, il Comitato si impegnerà a fornire dati concreti per guidare il dibattito pubblico.

3. Sviluppare iniziative di supporto

Sviluppare iniziative di supporto e assistenza per cittadini e gruppi vulnerabili, garantendo accesso ai diritti fondamentali in conformità con la Convenzione sui Diritti del Bambino e la Convenzione sull'Eliminazione di tutte le forme di Discriminazione nei confronti delle Donne. Saranno attivati centri di ascolto e di assistenza legale per garantire che i diritti fondamentali siano rispettati e tutelati, in modo particolare per i soggetti più vulnerabili e colpiti da ingiustizie storiche e socio-economiche.

4. Stabilire collegamenti con organizzazioni

Stabilire collegamenti con organizzazioni nazionali e internazionali in favore dei diritti umani, dell'autodeterminazione dei popoli e della promozione di politiche economiche sostenibili. Il Comitato intende formare alleanze strategiche con altri attori sia a livello nazionale che internazionale, per rafforzare la propria azione politica e sociale. Ciò include la cooperazione con ONG, istituzioni accademiche e reti di attivisti per l'autodeterminazione.

5. Utilizzare mezzi pacifici per la liberazione

Utilizzare mezzi pacifici per la liberazione dalle forze di occupazione neocoloniali sul territorio nazionale rivendicato, in applicazione dei requisiti dell'Articolo 96.3 del Primo Protocollo Aggiuntivo di Ginevra del 1977. Il Comitato lavorerà per una strategia di liberazione non violenta, evidenziando l'importanza del dialogo e della diplomazia per il ripristino della sovranità e della giustizia sulla terra italiana, attraverso azioni coordinate e pacifiche.

6. Istituzione di un'Assemblea Legislativa

Il Comitato avrà la facoltà di istituire un'Assemblea Legislativa composta da rappresentanti eletti tra i membri del Comitato stesso. Questa Assemblea avrà il compito di redigere e approvare proposte di legge, regolamenti e misure volte a garantire il rispetto dei diritti fondamentali e ad assicurare il buon governo all'interno della nuova struttura di autogoverno.

7. Creazione di un Esecutivo Direttivo

Il Comitato costituirà un Esecutivo Direttivo che sarà responsabile dell'attuazione delle legislazioni approvate dall'Assemblea e di coordinare le politiche pubbliche adottate dal Comitato. Questo Esecutivo si occuperà della pianificazione strategica e della gestione delle risorse, operando nel rispetto dei principi di trasparenza e responsabilità.

8. Costituzione di un Organo Giudiziario

Sarà costituito un Organo Giudiziario interno, il cui compito sarà quello di garantire l'applicazione e il rispetto delle leggi e dei regolamenti emanati dall'Assemblea Legislativa. Questo Organo avrà la responsabilità di risolvere eventuali controversie tra i membri del Comitato e garantirà che le decisioni e le politiche siano dell'azione legittima e in linea con i diritti umani.

9. Attività di monitoraggio e rendicontazione

Il Comitato implementerà meccanismi di monitoraggio per valutare l'impatto delle politiche adottate e delle attività svolte, rendendo pubblici i risultati in un'ottica di accountability e trasparenza. Saranno previsti report annuali da presentare all'Assemblea dei Membri e ad altri stakeholders opportunamente informati.

10. Formazione e sensibilizzazione

Il Comitato promuoverà programmi di formazione sul tema della sovranità e della democrazia diretta, nonché su diritti umani, per sviluppare una coscienza collettiva e responsabilità sociale tra i cittadini. Tali programmi saranno attuati in collaborazione con esperti e formatori nel settore.

Sintesi

Questo insieme di attività permetterà al Comitato di svolgere un ruolo attivo nella promozione dell'autodeterminazione e della sovranità del Popolo Italiano, assicurando la tutela dei diritti e il buon funzionamento delle istituzioni democratiche nel rispetto dei principi di legalità e giustizia.

ART. 8Membri

Criteri di adesione al Comitato

1. Possono far parte del Comitato:

a. Cittadini italiani che condividono gli scopi e le finalità del Comitato e si impegnano a rispettarne i principi e le norme. La candidatura dei singoli cittadini deve essere presentata all'Assemblea dei Membri per l'approvazione. Ogni candidato dovrà sottoporsi a un processo di verifica delle proprie credenziali e dei propri valori, per garantire una coesione interna al Comitato.

b. Associazioni, gruppi e movimenti che operano per il raggiungimento degli obiettivi del Comitato. Le organizzazioni interessate a diventare membri devono presentare una richiesta formale e fornire documentazione che certifichi la loro struttura organizzativa, gli obiettivi e i valori, nonché un elenco delle attività svolte. L'accettazione sarà soggetta a votazione dell'Assemblea dei Membri.

ART. 9Organi Direttivi

Consiglio Direttivo e Presidente

1. Il Comitato è governato da un Consiglio Direttivo, composto da un numero di membri compreso tra 5 e 15, eletti dall'Assemblea dei Membri. I membri del Consiglio Direttivo devono essere cittadini italiani con almeno un anno di iscrizione. 2. Il Consiglio Direttivo è responsabile della gestione del Comitato e delle sue attività. In particolare, il Consiglio dovrà:
  • a. Pianificare e supervisionare le attività del Comitato, garantendo una corretta attuazione delle delibere dell'Assemblea.
  • b. Gestire le risorse finanziarie e materiali del Comitato, assicurando la trasparenza e la rendicontazione delle spese.
  • c. Promuovere iniziative e campagne in linea con le finalità del Comitato, con particolare attenzione a quelle riguardanti l'autodeterminazione e i diritti umani.
  • d. Rapportare periodicamente all'Assemblea dei Membri sull'andamento delle attività e sull'utilizzo delle risorse.
3. Il Presidente del Comitato è eletto all'interno del Consiglio Direttivo. Il Presidente ha il compito di:
  • a. Rappresentare il Comitato in tutte le sedi istituzionali e agli eventi pubblici.
  • b. Presiedere le riunioni del Consiglio Direttivo e dell'Assemblea dei Membri, assicurando che si svolgano in modo regolare e produttivo.
  • c. Coordinare le attività del Comitato, fungendo da interlocutore principale per i membri e per le organizzazioni esterne.
  • d. Promuovere e sostenere l'unità tra i membri e le associazioni affiliate.

ART. 10Assemblea dei Membri

Organo sovrano del Comitato

1. L'Assemblea dei Membri è l'organo sovrano del Comitato e si riunisce almeno una volta all'anno. Le riunioni dell'Assemblea possono essere convocate anche straordinariamente, su richiesta di almeno un terzo dei membri del Comitato. Le convocazioni devono avvenire con un preavviso di almeno 15 giorni. 2. L'Assemblea delibera sulle questioni di politica generale, sulle direttive e sulle attività del Comitato, nonché sull'accettazione di nuovi membri. In particolare, l'Assemblea ha il compito di:
  • a. Approvare il programma annuale e il budget del Comitato.
  • b. Decidere sulle linee guida strategiche e sull'orientamento politico del Comitato.
  • c. Votare su questioni di rilevanza straordinaria, incluse modifiche al presente Statuto.
  • d. Scegliere i membri del Consiglio Direttivo e approvare le loro nomine.
  • e. Discutere e deliberare sulle relazioni presentate dal Consiglio Direttivo.

Le decisioni dell'Assemblea dei Membri sono prese con voto favorevole della maggioranza dei presenti, salvo diversa disposizione statutaria.

ART. 11Modifiche dello Statuto

Procedura di revisione statutaria

1. Le modifiche al presente Atto Costitutivo possono essere proposte da qualsiasi membro dell'Assemblea, formalizzate per iscritto e comunicate agli altri membri almeno 30 giorni prima della riunione dell'Assemblea convocata per discuterne. 2. L'Assemblea dei Membri dovrà essere convocata per deliberare sulle proposte di modifica, invitando la partecipazione di tutti i membri. 3. Le modifiche proposte verranno approvate con un voto favorevole della maggioranza dei presenti all'Assemblea, con un quorum minimo di almeno la metà più uno dei membri attivi. 4. Nel caso in cui le modifiche riguardino fondamenti essenziali dell'Atto Costitutivo, come la denominazione del Comitato, la finalità o la struttura degli organi direttivi, sarà necessaria una maggioranza qualificata di almeno i due terzi dei membri presenti. 5. Le modifiche approvate entreranno in vigore immediatamente, a meno che l'Assemblea non stabilisca un altro termine di attuazione. 6. Le modifiche approvate verranno registrate ufficialmente e comunicate a tutti i membri e alle autorità competenti, per garantire la trasparenza e il rispetto delle nuove disposizioni.

ART. 12Disposizioni Finali

Norme di rinvio e clausole generali

1. Per tutto quanto non espressamente previsto nel presente Atto Costitutivo, si fa riferimento alle norme di legge in materia di diritto internazionale, alle leggi nazionali vigenti e alle consuetudini riconosciute a livello internazionale. 2. Qualora una o più disposizioni del presente Atto Costitutivo risultassero invalide o inapplicabili, tali disposizioni saranno interpretate in modo da riflettere il più possibile l'intento originale, e ciò non pregiudicherà la validità delle rimanenti disposizioni del presente Atto. 3. Il Comitato si impegna a rispettare i principi di trasparenza, integrità e partecipazione attiva dei membri in tutte le sue attività e decisioni. 4. Per eventuali controversie derivanti dall'interpretazione o dall'applicazione del presente Atto Costitutivo, le parti coinvolte cercheranno di risolvere la questione in via amichevole. In caso di impossibilità, la controversia sarà sottoposta all'Autorità Giudiziaria competente, in conformità con le leggi vigenti. 5. Le disposizioni relative alla durata del Comitato, ai diritti e ai doveri dei Membri e all'organizzazione interna, sono regolate da quanto stabilito nel presente documento e dalle norme vigenti.

COM.Comunicazione al Segretario Generale dell'Ufficio dei Diritti Umani

Notifica formale di fondazione del Comitato

Si informa il Segretario Generale dell'Ufficio dei Diritti Umani riguardo alla creazione di questo comitato, evidenziando l'importanza della promozione e difesa dei diritti umani e dell'autodeterminazione del Popolo Italiano.

La fondazione del Comitato Liberazione Nazionale Italiano di Autodeterminazione del Popolo Italiano rappresenta un passo significativo verso la realizzazione di un quadro legale e istituzionale volto a garantire i diritti fondamentali, l'autodeterminazione e la sovranità nazionale, in conformità con le convenzioni internazionali e le principi statutari delle Nazioni Unite.

Il Comitato si impegna a comunicare regolarmente le proprie attività, i progressi e le iniziative intraprese, nonché a collaborare attivamente con l'Ufficio dei Diritti Umani e con altre organizzazioni internazionali per promuovere il rispetto dei diritti umani e la protezione delle libertà fondamentali.

DEST.Elenco dei Destinatari delle Comunicazioni

Autorità e organizzazioni destinatarie della comunicazione di fondazione

  1. Alto Commissariato per i Diritti Umani, Ufficio delle Nazioni Unite
    Oggetto: Comunicazione di fondazione del Comitato Liberazione Nazionale Italiano di Autodeterminazione del Popolo Italiano; richiesta di supporto e collaborazione.
  2. Ministero dell'Interno
    Oggetto: Notifica della creazione del Comitato e richiesta di riconoscimento e supporto per le attività del Comitato in ambito nazionale.
  3. Agenzia delle Entrate
    Oggetto: Comunicazione ai fini fiscali e amministrativi relativi al riconoscimento del Comitato come ente giuridico.
  4. Enti Locali e Istituzioni pubbliche
    Oggetto: Informativa riguardante la creazione del Comitato e proposta di collaborazione per attività locali e iniziative comunitarie.
  5. Organizzazioni nazionali e internazionali che operano nel settore dei diritti umani e dell'autodeterminazione
    Oggetto: Invito alla collaborazione e alla costruzione di reti di supporto per promuovere la giustizia sociale, l'autodeterminazione e i diritti umani a livello globale.
  6. Università e Centri di Ricerca
    Oggetto: Proposta di partnership per studi e ricerche sui temi della sovranità, diritti umani e autodeterminazione, offrendo opportunità per conferenze e seminari.
  7. Media Nazionali e Internazionali
    Oggetto: Comunicazione della nascita del Comitato e delle sue finalità, con l'intento di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle questioni di autodeterminazione e diritti umani.
  8. Rappresentanze diplomatiche e consolati
    Oggetto: Notifica della creazione del Comitato e richiesta di supporto per la diffusione delle informazioni a livello internazionale.

Data: 15 dicembre 2024 — Luogo: Verona

FIRMEFirme dei Fondatori

Autenticate da pubblico ufficiale e apposte in formato digitale

Fondatore
Franco Paluan
Firma Autenticata
Fondatore
Irene Barban
Firma Autenticata
Fondatore
Sandro Venturini
Firma Autenticata
Fondatore
Gigliola Dordolo
Firma Autenticata
Fondatore
Pasquale Milella
Firma Autenticata
Fondatore
Laura Fabris
Firma Autenticata
Fondatore
Marina Piccinato
Firma Autenticata
Fondatore
Gianni Montecchio
Firma Autenticata
Autenticazione

Firme autenticate da pubblico ufficiale ed apposte in formato digitale.

In Verona, 15 dicembre 2024

Ufficio di Cancelleria: cancelleria@comitatoliberazionenazionaleitaliano.org

Pubblico Ufficiale: Pasquale Milella

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