
Unione Popoli d’Europa
Noi, i Popoli d’Europa, e con essi il Popolo Veneto, custode della propria storia, identità, lingua, cultura e sovranità originaria, erede della millenaria esperienza della Serenissima Repubblica di Venezia, uniti nella difesa della dignità umana, della sopravvivenza biologica e sociale delle nostre comunità e del patrimonio storico, materiale e morale edificato attraverso generazioni di lavoro;
Richiamando solennemente i principi inalienabili del diritto internazionale, lo jus cogens universale, la Carta delle Nazioni Unite (artt. 1 e 55), il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (art. 1) e il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (artt. 1, 2, 11 e 12), i quali sanciscono il primato assoluto della persona umana, il divieto di regressione nella tutela dei diritti economici e sociali e il divieto inderogabile di privare i popoli dei propri mezzi di sussistenza;
Visto il principio supremo di autodeterminazione dei popoli, riconosciuto come norma imperativa di diritto internazionale generale, che rigetta qualsiasi forma di sottomissione economica, espropriazione patrimoniale o subordinazione a tecnocrazie finanziarie prive di mandato democratico e irresponsabili di fronte alle conseguenze sociali delle proprie deliberazioni, e che riconosce al Popolo Veneto, come agli altri popoli storici d’Europa, il diritto di difendere la propria sovranità economica, territoriale e istituzionale;
Denunciando il perverso meccanismo di trasmissione monetaria attivato dalla Banca Centrale Europea, la quale, con il rialzo dei tassi ufficiali deciso il 10 settembre 2026, ha portato il tasso sui depositi al 2,50%, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,90%, scatenando una deliberata contrazione della liquidità, un aggravamento insostenibile del costo del denaro e una pressione tributaria e creditizia intollerabile sui contribuenti, sulle famiglie e sulle microimprese.
Tale stretta monetaria si combina perversamente con i requisiti patrimoniali prudenziali imposti dal quadro di Basilea III e IV, che hanno reso strutturalmente più oneroso per gli istituti di credito l’erogazione di finanziamenti alle PMI e alle microimprese, penalizzando in particolare i soggetti privi di rating elevati e i territori a più alta densità di tessuto produttivo diffuso, colpendo duramente anche il Popolo Veneto.
La BCE, nell’adottare tali misure, ha violato l’art. 2, par. 1, del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (ICESCR) e ha disatteso il principio di non regressione sancito dalla General Comment n. 3 del Comitato ONU per i Diritti Economici, Sociali e Culturali.
In Italia si contano circa 19 milioni di contribuenti con almeno una pendenza fiscale aperta, per un’esposizione media di circa 5.800 euro a testa. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione si appresta a notificare 11 milioni di nuove cartelle esattoriali.
La durata media dei procedimenti civili nel 2025 si attesta intorno ai 2.139 giorni (quasi 5 anni e 10 mesi). Il Tribunale di Milano registra 2.209 fascicoli pendenti di esecuzioni immobiliari; quello di Roma 1.699.
Nel solo Veneto gli impieghi bancari sono scesi da 95 miliardi di euro (fine 2012) a circa 60 miliardi a dicembre 2025 (−35 miliardi in 13 anni). I prestiti alle piccole imprese venete sono praticamente dimezzati. Nel secondo trimestre 2025 fallimenti e concordati sono passati da 303 a 662; le imprese totali da 421.850 a 419.441 (−1.200 artigiane).
Secondo FABI, il costo dei mutui tornerà sopra il 4%: per un finanziamento da 100.000 € la maggiore spesa mensile oscilla tra 59 e 70 euro; su 200.000 € tra 118 e 141 euro al mese.
Sezione I – Diritto internazionale dei diritti umani
Sezione II – Diritto dell’Unione Europea
1. La sovranità economica, la stabilità sociale e l’integrità psicofisica dei cittadini e delle famiglie d’Europa, e segnatamente del Popolo Veneto, costituiscono valori supremi e non negoziabili.
2. Qualsiasi parametro di stabilità finanziaria, vincolo di bilancio o diktat di politica monetaria emanato da autorità sovranazionali che ponga a repentaglio la sopravvivenza materiale dei popoli è da considerarsi nullo, inefficace e radicalmente illegittimo.
3. Nessuna autorità tecnocratica, priva di mandato democratico diretto e di responsabilità di fronte alle conseguenze sociali delle proprie deliberazioni, può prevalere sul diritto alla vita, alla dignità e alla sussistenza delle persone e delle comunità.
1. Si dichiarano formalmente incompatibili con i principi costituzionali degli Stati europei, delle nazioni storiche e del Popolo Veneto, nonché con lo jus cogens internazionale, tutte le procedure esecutive, i pignoramenti coattivi, i blocchi dei conti correnti e le aste giudiziarie originati o alimentati artificialmente dalle politiche di restrizione monetaria.
2. Le comunità locali, i corpi intermedi e le istituzioni di autogoverno dei popoli, con particolare riferimento ai territori del Popolo Veneto, sono chiamati a frapporre barriere giuridiche, amministrative e civiche a difesa della prima casa e dei beni di sussistenza.
3. Ogni atto esecutivo che produca l’espropriazione di abitazioni principali o di mezzi di lavoro essenziali è dichiarato contrario al diritto internazionale dei diritti umani e privo di efficacia opponibile alle comunità autodeterminatesi.
1. Si sancisce il diritto inalienabile dei territori e delle nazioni d’Europa, e segnatamente del Popolo Veneto, di dotarsi di strumenti di compensazione finanziaria, monete complementari ancorate al valore reale e titoli di solidarietà sovrana.
2. Sono espressamente riconosciuti, a titolo esemplificativo e non esaustivo, strumenti quali il Zecchino Veneto, i relativi V-Bond e gli analoghi titoli di emancipazione economica promossi dalle reti istituzionali dei popoli.
3. Tali strumenti sono destinati ad affrancare il circuito produttivo reale dal monopolio speculativo del credito bancario centralizzato e a restituire alle comunità il controllo democratico sulle leve della liquidità e della ricchezza.
1. Si promuove la fondazione di comitati civici, sportelli di autodifesa giuridica e reti di cooperazione solidale in tutti i territori d’Europa, con particolare attenzione al Popolo Veneto.
2. Tali presidi hanno il compito di: affiancare i soggetti sovraindebitati; neutralizzare le cartelle esattoriali abusive e le procedure esecutive sproporzionate; ristabilire il controllo pubblico e democratico sulle leve della ricchezza e del lavoro; documentare e denunciare le conseguenze sociali delle politiche monetarie restrittive.
3. I presidi operano in coordinamento con il SIPSE, il CLNI e le rappresentanze istituzionali del Popolo Veneto.
1. Si riconosce al Popolo Veneto il diritto imprescrittibile di preservare e sviluppare la propria identità storica, linguistica, culturale, economica e istituzionale.
2. Il Popolo Veneto ha diritto a perseguire la propria sovranità economica e monetaria attraverso gli strumenti previsti dal presente Atto, ivi inclusi il Zecchino Veneto e i V-Bond.
3. Ogni atto coercitivo, sanzionatorio o espropriativo diretto contro il Popolo Veneto e le sue istituzioni di autogoverno è dichiarato nullo, inefficace e contrario ai principi del diritto internazionale.
4. Le istituzioni di autogoverno del Popolo Veneto sono invitate a coordinarsi con il SIPSE, con il CLNI e con le reti dei Popoli d’Europa per la difesa comune dei diritti inalienabili e della sovranità economica.
1. La presente dichiarazione costituisce atto pubblico di tutela imprescrittibile dei diritti umani e della sovranità popolare.
2. Essa è depositata presso le coscienze civili d’Europa, presso le istituzioni di autogoverno federate nel SIPSE, nel CLNI e presso le rappresentanze istituzionali del Popolo Veneto, e può essere invocata erga omnes a tutela dei diritti fondamentali lesi.
3. Copia del presente Atto è resa disponibile per la consultazione pubblica e per la notifica alle autorità nazionali, europee e internazionali competenti.
Si stabilisce che i danni arrecati ai Popoli d’Europa e al Popolo Veneto dalle politiche monetarie restrittive della Banca Centrale Europea, dalle procedure esecutive che ne derivano e dalle conseguenti violazioni dei diritti fondamentali sono quantificabili in una quota di risarcimento determinata secondo i criteri del diritto internazionale, in applicazione del principio della restituzione integrale (restitutio in integrum) sancito dalla Corte Permanente di Giustizia Internazionale (caso Chorzów Factory, 1928) e codificato dagli Articoli sulla Responsabilità degli Stati della Commissione di Diritto Internazionale delle Nazioni Unite (2001).
Quantificazione del danno
- Danno emergente: perdita patrimoniale subita da famiglie, microimprese e comunità territoriali;
- Lucro cessante: perdita di opportunità economiche, di reddito e di sviluppo;
- Danno morale e biologico: sofferenza psichica, perdita di qualità della vita, aumento della mortalità per disperazione;
- Danno sociale e collettivo: compromissione della coesione sociale, della dignità delle comunità e del diritto all’autodeterminazione economica dei popoli.
Organi e istituzioni notificate
- Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Strasburgo)
- Corte di Giustizia dell’Unione Europea (Lussemburgo) – art. 340, comma 2, TFUE
- Corte Penale Internazionale (L’Aia) – art. 7 Statuto di Roma
- OCSE – Punto di Contatto Nazionale (Roma)
- Segretario Generale delle Nazioni Unite (New York)
- Commissione Europea • Banca Centrale Europea • Parlamento Europeo
- Comitato ONU per i Diritti Economici, Sociali e Culturali (Ginevra)
- Comitato Europeo dei Diritti Sociali (Strasburgo)
- Mediatore Europeo (Strasburgo)
Le somme eventualmente riconosciute a titolo di risarcimento saranno versate nel conto della Tesoreria del SIPSE, accessibile tramite il sito ufficiale https://sipsesovereign.org/, per essere destinate alla riparazione dei danni subiti, alla ricostituzione del tessuto produttivo e sociale e alla promozione di strumenti di emancipazione economica sovrana quali il Zecchino Veneto e i V-Bond.
Il presente Atto è depositato in duplice originale presso:
- la Cancelleria dell’Organizzazione sui generis SIPSE;
- la Cancelleria della Corte Internazionale di Autodeterminazione dei Popoli.
Il medesimo Atto è inoltre notarizzato su blockchain mediante ancoraggio crittografico e marcatura temporale, al fine di garantirne l’esistenza, l’integrità, l’immutabilità e la verificabilità pubblica.
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Messaggio on-chain: PROTEZIONE DEI DIRITTI INALIENABILI
Data: 14/09/2026 21:43:48 UTC
Importo: 0.01 ZECCHINO
Redatto e adottato in nome dei Popoli d’Europa e del Popolo Veneto.
Responsible for the legal and technical functions of SIPSE
Special Representative of the Peoples of Europe adhering to SIPSE
We, the Peoples of Europe, and with them the Venetian People, custodians of their own history, identity, language, culture and original sovereignty, heirs to the thousand-year experience of the Most Serene Republic of Venice, united in the defence of human dignity, of the biological and social survival of our communities and of the historical, material and moral heritage built through generations of labour;
Solemnly recalling the inalienable principles of international law, universal jus cogens, the Charter of the United Nations (Arts. 1 and 55), the International Covenant on Civil and Political Rights (Art. 1) and the International Covenant on Economic, Social and Cultural Rights (Arts. 1, 2, 11 and 12)…
Denouncing the perverse monetary transmission mechanism activated by the European Central Bank, which, with the increase in official rates decided on 10 September 2026, brought the deposit facility rate to 2.50%, the main refinancing operations rate to 2.65% and the marginal lending facility rate to 2.90%, triggering a deliberate contraction of liquidity and an intolerable tax and credit burden on taxpayers, families and micro-enterprises.
1. The economic sovereignty, social stability and psychophysical integrity of the citizens and families of Europe, and in particular of the Venetian People, constitute supreme and non-negotiable values.
2. Any parameter of financial stability, budget constraint or monetary policy dictate issued by supranational authorities that endangers the material survival of peoples is to be considered null, ineffective and radically illegitimate.
3. No technocratic authority, lacking a direct democratic mandate and accountability for the social consequences of its decisions, may prevail over the right to life, dignity and subsistence of persons and communities.
All enforcement procedures, coercive seizures, freezing of bank accounts and judicial auctions originating in or artificially fuelled by monetary restriction policies are formally declared incompatible with the constitutional principles of the European States, of historic nations and of the Venetian People, as well as with international jus cogens.
The inalienable right of the territories and nations of Europe, and in particular of the Venetian People, to equip themselves with financial compensation instruments, complementary currencies anchored to real value and sovereign solidarity securities is affirmed. Instruments such as the Venetian Zecchino and the related V-Bonds are expressly recognised.
The Venetian People is recognised as having the imprescriptible right to preserve and develop its historical, linguistic, cultural, economic and institutional identity. Any coercive, sanctioning or expropriatory act directed against the Venetian People and its institutions of self-government is declared null, ineffective and contrary to the principles of international law.
The damage caused to the Peoples of Europe and to the Venetian People by the restrictive monetary policies of the European Central Bank is quantifiable according to the principle of full reparation (restitutio in integrum). Any sums recognised shall be paid into the Treasury of SIPSE for the reparation of damage and the promotion of sovereign economic emancipation instruments.
